Home arrow L'Esperto arrow Lesson 5: Saper scegliere la pinna giusta! 10 febbraio 2012  
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Lesson 5: Saper scegliere la pinna giusta! E-mail

Saper scegliere la pinna giusta! Sample Image

Introdotte fondamentalmente per esigenze di viaggio, le pinne rimovibili, hanno dato hai surfista la possibilità,di valutare i differenti comportamenti della tavola,in base all’uso di misure e forme diverse. 

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Base

La sua misura determina in larga parte lo shape della pinna. Più la base è grande più la pinna è grande. Aumentando questa misura, si aggiunge rigidità non solo alla  pinna,  ma  soprattutto al comportamento della tavola, che diventa più dura sotto ai piedi. Questo tipo di pinna piuttosto grossa si addice al surf su onde piccole, sulle quali il surfista può spingere molto per prendere velocità, utilizzandola come appoggio.  Sembra  strano  a  prima vista,  ma  è  sulle tavole per le onde grosse che si può ridurre la di­mensione della base, e più generalmente la su­perficie delle pinne, per non creare il fenomeno di  cavitazione.  Su   di   un  gun,   il  tail   molto stretto fornisce già un appiglio sufficiente.  RakeIndica la profondità della curvatura della pinna. Un rake poco marcato determina una pinna dritta, più perpendicolare alla tavola. Un rake elevato determina al contrario una curvatura molto accentuata, con la punta della pinna che mira al tail della tavola. Il rake influisce sulla capacità della tavola di fare perno: se è poco pronunciato la tavola gira molto facilmente sul suo asse, se è molto pronunciato la tavola guadagna in velocità in tutta la seconda parte della curva. La scelta del rake deve necessariamente essere associata alla curvatura della parte posteriore della tavola, il lift. Se la tavola è già molto liftata, il rake non deve essere troppo forte perché ne accentuerebbe ancor più l'effetto. 

Altezza

Proprio come la base, l'altezza determina la superficie della pinna e quindi la sua capacità di dare appoggio al surfista. Più la pinna è grande, più resistenza laterale offre, e quindi più energia di rimbalzo riesce a dare sul bottom. Quando la tavola gira sul piatto però, in un roller ad esempio, la sua ampiezza diventa un handicap nel girare re­pentinamente. Al contrario, una pinna piccola esercita poca resistenza laterale, e sviluppa meno energia, permettendo ad un surfista con gli appoggi leggeri di girare più facilmente. 

Dura Lex sed FlexSu uno shortboard moderno, e per un buon surfista, si sarebbe tentati di dire che meno le pinne sono flessibili, migliore è il comportamento della tavola. Se le pinne in carbonio sono ben considerate, non è un caso. La loro rigidità offre una reattività senza paragone per il surfista che sa spingere sulla tavola; la dispersione di energia è ridotta.  

Prendiamo 5 tipi rappresentativi di pinna e impariamo a riconoscere il modello che ci conviene montare.

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1

Questo profilo di pinna si rivela relativamente neutro ed è adatto ad ogni tipo di surfista e ad ogni tipo di onda. Il rake è relativamente marcato e offre controllo su tutta la lunghezza della curva. La sua base di dimensione media offre reattività, senza richiedere gli appoggi di Tom Carroll. La sua altezza, ugualmente media, non ne fa una pinna di grandi dimensioni che generi molta spinta: non è ideale nelle onde piccole. La sua punta, ne troppo fine ne troppo larga, provoca un rilascio progressivo alla fine della curva. 

2

Rispetto alla prima pinna, questa appare chia­ramente più tozza: pur avendo una base identica, il suo rake è molto meno marcato, per cui il profilo è più teso, più verticale. È una pinna maggiormente adatta a curve secche e corte. Sempre paragonandola alla pinna n.1.si distingue facilmente un ultimo terzo supe­riore più largo e una punta meno affilata. Questo design non facilita il rilascio a fine curva e rivela una risposta più secca. 

3

La base extralunga offre molta superficie all'i­nizio della pinna e da molta reattività a chi ha le gambe abbastanza potenti per spingere! Il rake è meno dritto di quello che sembri, l'arco dietro la pinna è pieno, solo che la base larga si prolunga sulla parte posteriore, aumentando la superficie. Apprezzate dai power surfer, queste pinne rischiano di trasmettere troppo brutalmente gli appoggi di un surfista normale, creando un bordo "rigido" che non da molta fiducia quando è il momento di buttarsi sui rail. 

4

Una base larga, un rake marcato e un'altezza im­portante: questa pinna è destinata al carving. La base larga combinata con l'altezza ne fa una pinna dalla superficie rilevante, che trasmette molta potenza sotto ai piedi, e il suo rake forte (oltre ad una curvatura di tipo "boomerang" nella parte posteriore) genera conduzione durante tutta la curva. Certo il carving è seducente, ma non di­menticate però che stiamo parlando solo di pinne: per carvare vi servirà innanzi tutto un po' di tecnica e poi un po'di potenza. Se non possedete queste cose, pinne di questo tipo saranno solo troppo "pesanti sotto ai piedi".

5

La base è di taglia media, l'altezza pure, ma il rake è molto marcato. Soprattutto, il suo profilo, si restringe molto velocemente dalla base, formando una punta molto acuminata. In azione, questa punta permette di velocizza­re le successioni, come nel caso di un bottom turn seguito da un roller molto stretto. Una forma di questo tipo è da raccomandare ai surfisti non troppo potenti, che realizzano i loro roller o sul piatto o in conduzione sul rail.

 
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